Enrico Mattioli (author)

Lo scrittore è come un assorbente, assimila le scorie della società

Nato in una città del Lazio, capitale di Stato, bagnata da un fiume, costruita su sette colli, della quale preferisco non fare il nome per questioni di privacy.    

Non mi definisco uno scrittore ma una voce. Quello che faccio è lanciare messaggi attraverso testi e immagini. Dal conflitto tra i personaggi e l'ambiente intorno, attingo le mie trame. Raccontare le stonature è quanto mi propongo di fare con i miei libri. 

Nel 2001 ho ricevuto il premio Atheste per la satira, organizzato dalla città di Este. 

Ho frequentando attivamente Riaprire il fuoco, il blog letterario di Ettore Bianciardi e Marcello Baraghini. Non avevo alcuna idea della situazione editoriale italiana e lo ricordo come un bar virtuale dove un operatore culturale e un editore, parlavano di letteratura. 

Io opero nel settore della Grande Distribuzione. Il contatto col pubblico è importante per definire i miei personaggi, i quali risultano sconfitti, isolati, disillusi, in contrasto con l’ambiente, figure alla ricerca di un senso che però è vietato oppure contrario. 

L'esperienza decennale come delegato sindacale di base, inoltre, mi ha appassionato alle tematiche del lavoro, dei mestieri e delle arti. Seguo con interesse, anche se non sono scrittori, i lavori di Ken Loach e di Michael Moore.

Le storie che racconto sono verosimili, ambientate in periferia, alla fermata dell'autobus o in una piccola stazione ferroviaria di quartiere, in un centro commerciale o in un bar. 



User links: Website Facebook Twitter LinkedIn Google+ Amazon Goodreads

Books:

TitleInfo
La società dei consumi consuma chi la mantiene, cioè tutti, addetti e clienti.
La precarietà è una condizione dove le speranze abortiscono prima di essere concepite. Ti guardi, ti annusi, decidi che non è il caso nemmeno di provare.
Un'incursione nel sottobosco dell'arte e dello spettacolo.
Storia di una generazione afflitta dal morbo di Pete Best.


Return